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20 Giugno 2022 – L’ISTAT sciopera. La campana suona per te!


Lunedì 20 Giugno i lavoratori e le lavoratrici dell’Istat scioperano, a distanza di quasi dieci anni dall’ultimo “sciopero ISTAT”, quello convocato attorno alla vertenza dei precari il 4 ottobre 2013. Non avremmo potuto immaginare a quell’epoca che la condizione di precarietà, superata con una dura battaglia che nel 2017 portò alla stabilizzazione di tutti e tutte, avrebbe finito per allargarsi e investire tutto l’Istituto. Ma questo è esattamente quello che sta accadendo sotto ai nostri occhi, nel giro di poche settimane.

L’Istat che abbiamo ritrovato dopo la “pausa pandemica” è un Istituto in enorme sofferenza: il crollo dei numeri del personale e l’aumento dei carichi di lavoro per chi è rimasto, l’inaccettabile assenza di un programma di assunzioni e investimenti a fronte di un bilancio in corposo attivo, l’autoreferenzialità di un gruppo dirigente chiuso su sé stesso e incapace di rispondere alle richieste dei lavoratori, già disegnavano uno scenario preoccupante. L’operazione 3-I, arrivata per noi come un fulmine a ciel sereno in uno dei “decreti PNRR” ma con ogni evidenza preparata da tempo dall’interno da chi governa l’Istat, rappresenta però un’accelerazione fortissima di questo processo di destrutturazione dell’Istituto di cui siamo testimoni e vittime.

La gran parte dell’informatica Istat, derubricata a “funzione” separabile dalle altre che compongono l’attività di produzione statistica, sarà esternalizzata e privatizzata, rientrando nel perimetro di attività di una società per azioni (“In house”, cioè di proprietà degli enti partecipanti: posti in CDA e massima libertà di spesa e azione, una cuccagna per un pugno di ambiziosi manager). I lavoratori potranno (forse) scegliere se indossare un vestito nuovo e trasformarsi da lavoratori pubblici in dipendenti di una “start-up” ricca di finanziamenti europei, o se rinunciare alle attività che hanno costruito, al lavoro in cui hanno speso anni di vita e energie, e accettare di essere riciclati altrove senza fare troppe domande.

Si tratta di un’imposizione inaccettabile, che avviene senza alcuna discussione preliminare, nell’opacità di una dirigenza che gestisce l’ISTAT come fosse “cosa sua” in ogni passaggio. E’ nostra opinione che questa dirigenza, che conclude in questi mesi il disastroso quadriennio della presidenza Blangiardo, abbia dimostrato di non avere né l’interesse né la capacità di difendere l’Istituto e che debba farsi da parte. Si tratta anche di un’operazione illuminante sulla natura dell’Italia del PNRR, in cui ogni ostacolo deve cadere senza discussione di fronte alle ragioni indiscutibili dei miliardi in arrivo, anche se questi finiscono spesso in tasche private a fronte di perdite secche di risorse pubbliche (nel nostro caso 15 milioni di euro che escono dal bilancio ISTAT per finanziare la costituzione della 3-I, assieme ai colleghi che perderemo).

Non è dunque pìù il caso di chiedersi “per chi suona la campana?”, perché è ovvio che suona per tutti e tutte noi. Se accettiamo senza reagire con tutte le energie che abbiamo questa operazione, altre se ne produrranno, che renderanno l’ISTAT un luogo ancora più irriconoscibile di quanto appaia oggi.

- No alla partecipazione dell’ISTAT alla società 3-I, no alla esternalizzazione e alla privatizzazione della statistica pubblica - Per un piano di assunzioni straordinario e massiccio, per una statistica pubblica indipendente, finanziata e di qualità - Per il diritto alla crescita professionale, per la difesa e il rilancio dei salari

- Per un radicale cambio culturale e generazionale ai vertici dell’ISTAT

20 GIUGNO SCIOPERO INTERA GIORNATA ORE 9 – PIAZZA DELL’ESQUILINO ORE 15 – PALAZZO VIDONI COORDINAMENTO LAVORATORƏ DELLA STATISTICA PUBBLICA