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Tutti Dentro!

“La ricreazione è finita” sembra voler dire la bozza di verbale di confronto presentato dall’Amministrazione al tavolo con le organizzazioni sindacali trattanti. Il testo rappresenta un diètro frònt generalizzato che mette in discussione i pilastri di quel sistema di tutela della salute e di innovazione organizzativa, costruito sulla spinta della pandemia, che avrebbe dovuto consolidarsi con l’introduzione di un assetto di lavoro agile a regime. Dal 31 marzo cesseranno di avere effetto:

  • Il sistema dei semafori che certifica le condizioni di salute personali e familiari del dipendente e il grado di suscettibilità alla Covid-19;

  • La sostanziale abolizione della fascia di compresenza

  • Il lavoro agile ad ore

  • La possibilità di svolgere la prestazione a distanza per tutto il personale (compresi i turnisti)

I capisaldi contenuti nelle linee guida ministeriali - in primis il concetto di prevalenza - varate da Brunetta ad ottobre 2021 costituiranno il perimetro entro cui implementare il lavoro agile in Istat.


Si tratta di un irrigidimento inaccettabile ma soprattutto incomprensibile che arriva dopo l’approvazione nel 2021 di un POLA avanzato (menzionato per la più alta qualità programmatica dalla stessa FP che prevedeva tre profili di flessibilità a scelta del dipendente, il più alto con 17 giorni mensili di lavoro da remoto) e la successiva retromarcia presentata a febbraio al comitato paritetico per l’innovazione (in cui erano stati eliminati i profili di flessibilità in favore dell’introduzione di un nuovo modello che prevedeva cinque giorni di lavoro in presenza e cinque da remoto fissi per tutto il personale più 11 di giorni di lavoro da concordare con il dirigente per un massimo teorico di 16 giorni di lavoro da remoto).

In un crescendo al contrario oggi, incredibilmente e con buona pace di quanti avevano lavorato in direzione ostinata e contraria, torniamo alla logica adempitiva, dove viene accantonato tutto il ragionamento prodotto sull’organizzazione centrata sulle persone, sul patto di fiducia, sui risparmi, sull’innovazione, sulla tutela ambientale e sul cambiamento in favore della mera applicazione delle disposizioni ministeriali.

Come già emerso nell’assemblea del 24 febbraio, per respingere questo tentativo ortopedico e per tornare a contare sulle regole e l'organizzazione del nostro lavoro occorre la mobilitazione!


Ci vediamo in assemblea alle 14:30