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Salario e Carriere:

Aggiornato il: 24 gen 2019

RIPRENDIAMOCELI!

Il blocco dei salari, imposto dal 2010 nell’ambito delle politiche di austerità, ha ridotto il potere di acquisto dei lavoratori pubblici di oltre il 10%. Il CCNL appena firmato recupera un terzo della perdita a partire dal marzo 2018 (e una frazione irrilevante della perdita per il 2016-2017, periodo in cui il blocco è stato dichiarato illegittimo). I lavoratori collocati nei livelli più bassi sono stati i più colpiti, non avendo neppure potuto godere degli avanzamenti di fascia automatici previsti per i livelli I-III, mentre l’impegno ad una differenziazione progressiva degli incrementi contrattuali è stato disatteso.

La redistribuzione verso l’alto è stata addirittura più accentuata all’ISTAT: le risorse per i trattamenti accessori dei dirigenti non sono state tagliate (come previsto dalla legge), ma sono addirittura cresciute in termini assoluti e pro-capite. Con la recente firma dell’accordo sul trattamento accessorio dei dirigenti amministrativi il quadro è questo: 12 dirigenti tecnici generali  si distribuiscono € 1.188.000, 2 dirigenti amministrativi di I fascia € 274.000, 5 dirigenti amministrativi di II fascia € 453.000.

Il fondo 2017 per il salario accessorio dei livelli IV-VIII ammonta a € 11.372.000 per 1353 lavoratori. La lunga lotta per la difesa e il rilancio del salario accessorio del movimento dei lavoratori IV-VIII, ha ottenuto risultati importanti ma parziali: la costituzione di un fondo separato per l’art. 54 che recupera (parzialmente) le risorse storiche ad esso destinate, lo stanziamento di nuove risorse per il fondo accessorio legate al processo di modernizzazione, l’incremento dell’indennità di ente mensile.

Nonostante questo, il recente bando per l’art.54 ha consentito il passaggio di livello solo alla metà dei partecipanti (platea che escludeva centinaia di lavoratori precari con i requisiti di anzianità previsti), mentre il 10% è stato giudicato non idoneo, in virtù di una violenta applicazione della facoltà di valutazione della performance individuale assegnata ai dirigenti. Il bando per l’articolo 53, che prevede risorse per il passaggio di fascia di circa il 70% degli aventi diritto, ancora non vede la luce dopo due anni di estenuanti trattative e verifiche degli organi controllanti: ogni mese che passa, un pezzo di salario che poteva e doveva esserci, sparisce.

La scarsità delle risorse destinate al salario dei lavoratori è utilizzata per giustificare l’uso massiccio e arbitrario della valutazione individuale, e la discriminazione che ne segue. La mancata previsione di nuove risorse nel contratto, e l’ampliamento della platea degli interessati, renderà sempre più proibitivo accedere alle progressioni economiche e di livello.

Se la valutazione della performance individuale limita già l’accesso ad avanzamenti di carriera e salariali, si profila la possibilità che parti del trattamento accessorio attuale siano colpite, per soddisfare la vuota retorica del merito.

Proposte

1. Nuove risorse per il salario accessorio (finanziamenti sul futuro CCNL, conto terzi, esigenze legate a modernizzazione e censimenti permanenti) con l’obiettivo di costruire una prospettiva credibile di avanzamenti salariali e di carriera che rispetti le scadenze previste.

2. Criteri equi e trasparenti per le progressioni così da togliere dalle mani dei dirigenti la possibilità di decidere dell’avanzamento di carriera dei lavoratori..

3. No alla valutazione della performance individuale e alla pseudo-meritocrazia.