Facciamo Rete
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La reputazione del settore pubblico è al fondo da decenni. Tra le cause, vi è quella che ha portato molti a credere che i lavoratori e le lavoratrici pubblici non siano interessati nel proprio quotidiano alla qualità del lavoro, ma solo alla garanzia di stabilità che questo offre loro. Tale opinione assume il tono disastroso dello scontro tra lavoratore e utente, quando si entra nel campo del settore sanitario.
Negli scorsi mesi, abbiamo sottolineato la richiesta di un giusto riconoscimento salariale e il dissenso per l’ultimo vergognoso CCNL firmato per il nostro comparto, anche perché crediamo nella centralità del servizio che offriamo: un’informazione statistica ufficiale indipendente e affidabile.
Per questo motivo abbiamo condotto l’analisi del meccanismo degli appalti al ribasso, dimostrando come non vi sia alcuna convenienza (né economica, né organizzativa, né reputazionale) nell’esternalizzare la raccolta dei dati ad aziende private.
Per questo motivo ci siamo posti in relazione con i rilevatori e le rilevatrici, riconoscendone il ruolo determinante nell’accuratezza del dato finale.
Sappiamo bene che gli enormi sforzi profusi in tutte le fasi di progettazione dell’indagine rischiano di essere vanificati nel momento in cui non si presidia scrupolosamente il corretto svolgimento della fase di raccolta che, anche quando affidata a terzi, rimane una nostra precisa responsabilità che non può, e non deve, essere delegata.
D’altra parte, dobbiamo riconoscere che per una sorta di meccanismo di autodifesa rispetto all’attacco che avviene quotidianamente nei confronti della ricerca pubblica, esiste anche il pericolo di creare una comunità del silenzio, che si cementa attraverso il patto del segreto condiviso e rischia di sottostimare o velare i nodi critici da affrontare al suo interno.
Per contribuire a scardinare la narrazione del pubblico incompetente o indolente ed evitare la chiusura a riccio della nostra piccola comunità, continueremo a raccontare ciò che accade oggi nella fase della raccolta dei dati esternalizzata. Attraverso il racconto, in forma di pillole, da parte dei membri della rete di rilevazione, ci proponiamo di costruire maggiore consapevolezza sulle conseguenze del disinvestimento perpetuato negli anni ai danni della statistica pubblica. Perché crediamo sia precisa responsabilità di ciascuno di noi difendere il ruolo dell’Istat anche guardando nei suoi angoli più polverosi.





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