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Il disastro che avanza

Lo scorso aprile parlavamo di strategia del disastro per definire le scelte organizzative e di reclutamento dell’amministrazione Blangiardo. A distanza di 5 mesi dall’approvazione del PIAO, e a tre mesi dallo sciopero di massa del 20 giugno contro la svendita dell’informatica Istat alla 3-I e la situazione catastrofica dell’Istituto, possiamo dire che il disastro continua ad avanzare con passo sicuro.


Alcuni segnali degli ultimi mesi:


- La conferma delle due direzioni di valorizzazione (DVSS e DVSE), aumentate della dicitura “per i fabbisogni del PNRR”, ma svuotate di personale come prima: il PNRR si conferma così foglia di fico utile a coprire un po’ tutto, in questo caso a garantire posti nell’eterno valzer delle poltrone.


- Il concorso “100 CTER”, realizzato con un’innovativa prova a quiz da remoto (la pandemia permane solo per i concorsi a quanto pare) senza nessuna articolazione per aree. Solo 150 degli oltre 17000 iscritti hanno superato la prova (non è dato di sapere in quanti abbiano effettivamente sostenuto il test): un numero largamente insufficiente a coprire il fabbisogno di personale CTER e le voragini lasciate dai pensionamenti passati e futuri. E’ chiaro che un nuovo concorso dovrà essere programmato a breve.


- La conclusione degli orali dei concorsi III livello banditi nel 2018. SI tratta dei famosi concorsi in cui, secondo il PIAO di aprile, si erano “infiltrati” i dipendenti Istat in cerca di avanzamenti di carriera e che avrebbero dato origine a “incrementi di personale irrisorio”. Al termine delle prove ci sono 159 candidati che hanno superato prove scritte e orali, di cui 60 candidati esterni. L’eliminazione della soglia sul punteggio finale, mai usata in un concorso Istat di III livello fino ad oggi e probabilmente frutto di un errore dovuto al “copia e incolla” tra bandi con finalità diverse, consentirebbe di reclutare forze fresche e dare riconoscimento minimo a lavoratori che spesso tengono in piedi parti importanti della produzione statistica. I lavoratori hanno scritto una lettera all’amministrazione chiedendo esattamente questo, al momento priva di risposta nonostante gli impegni pubblici in tal senso presi dal direttore della DCRU in passato, e hanno chiesto l’indizione di un’assemblea alle RSU.

Chiediamo anche noi l’eliminazione della soglia degli 80 punti e l’assunzione di tutti gli idonei prima dell’uscita di un nuovo bando da III livello, e la conclusione entro l’anno delle procedure ex art.22 e art.15.


- Il surreale comunicato dello scorso 19 settembre, in cui il direttore della DCRU La Commare “in conseguenza della contingente situazione di carenza di personale” sospende tutte le procedure di trasferimento in corso, e apre alla possibilità di “misure eccezionali e temporanee” tra le quali l’attivazione di collaborazioni a titolo gratuito con dipendenti pensionandi o pensionati per il “passaggio di consegne”, nonché all’eventualità di “esternalizzazioni” e financo di “sospensione delle attività”. Una specie di dichiarazione di stato di emergenza per l’intero Istituto. Nella stessa logica, pochi giorni dopo, sono state attivate procedure di inquadramento speciali previste nei decreti PNRR per assumere nei ruoli dell’Istat personale attualmente in comando, mentre si attinge in modo opaco e senza alcuna pianificazione da graduatorie esterne, procedure di mobilità da altri enti e mediante l’istituto del comando.


Ce n’è abbastanza per essere seriamente preoccupati: il disastro avanza, e diventa un terreno in cui l’amministrazione può forzare ulteriormente la mano per imporre soluzioni arbitrarie, per favorire interessi privati e di piccoli gruppi, mentre continua a negare alla gran parte dei lavoratori tutto quello che può.


L’amministrazione Blangiardo non ha dato alcuna risposta alle ragioni e allo spirito dello sciopero del 20 giugno scorso, il più massiccio da decenni in Istat, quasi non fosse mai avvenuto. Dobbiamo anche noi ripartire da quello sciopero, per impedire che gli ultimi mesi di questa presidenza producano ulteriori danni. Se come lavoratori e lavoratrici non riusciamo ad attivare un processo per assumere nuova forza lavoro invece che creare nuovi posti da Direttore e altri concorsi da I livello, l’estinzione dell’Istat sarà una realtà di fatto.



COORDINAMENTO LAVORATORƏ DELLA STATISTICA PUBBLICA