Il declino รจ il nostro destino?
- 11 nov 2024
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Aggiornamento: 12 nov 2024

Mercoledรฌ 30 ottobre alle ore 12.45 si รจ svolta una riunione della Conferenza dei dirigenti con il seguente ordine del giorno: "Comunicazioni del Presidente". Nell'incontro, durato 30 minuti e svolto da remoto, il Presidente Chelli ha comunicato i principali contenuti della sua proposta di riorganizzazione dellโISTAT: tale proposta verrร portata in approvazione alla prima riunione del Consiglio pienamente ricostituito, domani martedรฌ 12 Novembre.
Le principali novitร di questa proposta sarebbero:
Lo sdoppiamento del DIPS, unificato in modo inedito con la modernizzazione Alleva per dotarlo di una testa unica, in due distinti Dipartimenti, โSocialeโ ed โEconomicoโ, e la contestuale abolizione delle due Direzioni di โvalorizzazioneโ DVSS e DVSE. Se lโabolizione delle seconde รจ un fatto inevitabile che conferma il carattere posticcio di queste strutture che hanno solo valorizzato le carriere di chi le ha dirette, la prima decisione ci riporta alla casella di partenza dopo 10 anni. I tentativi di superare lโartificiale distinzione delle statistiche economiche e di quelle sociali sono falliti di fronte allโinadeguatezza dei dirigenti chiamati a gestire questa transizione, allโinerzia delle abitudini consolidate e alle resistenze delle cordate storiche che hanno controllato i rispettivi territori.
Si ritorna al passato, si conferma la struttura feudale che controlla la produzione statistica da decenniย e che, pare, dobbiamo rassegnarci a considerare immodificabile.
La creazione di una nuova Direzione degli Uffici Territoriali e del Sistan, posta direttamente sotto la Presidenza.
Il rientro della Direzione di raccolta dati nel DIRM, dove era stata collocata in origine da Alleva. Si tratta della Direzione piรน esposta rispetto alla crisi sempre piรน evidente del modello delle reti di rilevazione affidate a ditte esterne, sul quale avevamo chiesto al Presidente lโimpegno ad un cambio di paradigma. Staccare la raccolta dati dalla produzione statistica e affidarla al dipartimento che ha in capo la gestione di tutte le consulenze e le collaborazioni esterne pone una grave ipoteca sulla possibilitร di unโinversione di rotta su cui avevamo registrato lโimpegno del Presidente Chelliย prima e dopo la sua nomina. Pensare di non affrontare di petto la questione, di eluderla, espone ogni giorno di piรน lโIstituto al rischio reputazionale legato allo scandalo di dati raccolti con modalitร contrattuali ai limiti dello sfruttamento di manodopera e con un oramai accertato impatto sulla qualitร degli stessi.
Lโintroduzione di un nuovo servizio dedicato alla Cybersecurity, legato alla condizione di stallo totale del progetto 3-I che lascia lโIstat in ritardo di fronte alle richieste di adeguamento poste dallโAgID, ma anche la ventilata possibile introduzione allโultimo minuto di un servizio tematico ad-hoc sulle migrazioni, neppure accennata durante la Conferenza dei dirigenti.
Si tratta di un tema che certo meriterebbe riflessioni specifiche, ma รจ difficile sottrarsi allโimpressione che si tratti di una scelta che darebbe soddisfazione allโex-presidente Blangiardo, che dopo aver imposto allโIstat unโestenuante tira e molla sulla sua ri-elezione รจ rientrato nel Consiglio proprio in quanto direttore di un Istituto di ricerca sulle migrazioni, tema sul quale รจ stato protagonista di prese di posizione irricevibili. Se cosรฌ invece fosse, si tratterebbe di una conferma della persistenza di uno scenario, quello dei tentativi di cooptazione e tutela politica dellโIstat, che credevamo fosse chiuso con il fallimento del Blangiardo-bis.
Dato che il numero massimo delle strutture dirigenziali รจ fissato dallo Statuto ed รจ giร raggiunto, e visto che la proposta di riorganizzazione in questione ne aggiungerebbe, non restano che due possibilitร : quella di una revisione-lampo dello Statuto per aumentare il numero delle poltrone o quello del sacrificio di strutture esistenti per far posto alle nuove. Sarร curioso vedere come una delle due opzioni possa essere giustificata e digerita.
Complessivamente, il profilo di questa riorganizzazione appare fiacco e privo dello slancio necessario ad invertire la rotta del declino dell'Istatย e anzi conferma la traiettoria disastrosaย che la presidenza Blangiardo ha lasciato dietro di sรจ. Sintomatica รจ anche la scelta di ridurre i numeri e posticipare il concorso da III livello: mentre sempre piรน persone abbandonano lโIstat, si rinvia e si depotenzia il reclutamento di forze fresche di cui abbiamo bisogno.
Mentre si discute nei corridoi solo di chi occuperร quale poltrona, non ci si accorge che stiamo minando le fondamenta stessa della statistica pubblica ed eludendo la domanda sociale cui dovremmo dare risposteย e che dร senso al nostro lavoro.
Di ciรฒ che servirebbe allโIstituto per uscire da questo cul-de-sac in cui ci siamo incartati non รจ mai ora di parlare:
Pianificare un reclutamento regolare e mirato nei profili di accesso, finalizzato ad attrarre i giovani e che non generi in partenza insoddisfazione e frustrazione per via di anomali inquadramenti e collocazioni (tutto il contrario di quello che si รจ fatto con lโultima procedura concorsuale espletata per i 100 CTER, senza aree e con prove selettive completamente sbilanciate che hanno prodotto abomini nelle allocazioni del personale assunto che, a distanza di due anni, non si riescono ancora a sanare).
Reinternalizzare la filiera della produzione del datoย per le indagini su famiglie e imprese, portando โin-houseโ tanto gli aspetti tecnico-informatici (questionari elettronici, app-based survey, gestionali) che la rete di rilevazione.
Promuovere e costruire relazioni di scambio con il mondo della ricerca e dellโUniversitร su temi che ci riguardano e su cui dobbiamo recuperare autorevolezza (percorsi di dottorato in ISTAT, study visits per giovani ricercatori esterni nei servizi di produzione con la messa a disposizione dei dati amministrativi e di indagine di cui disponiamo).
Per cambiare questa cultura organizzativa feudale che intrappola lโIstituto e che sembra toglierci lโaria non occorre solo una buona dirigenza, serve invece come sempre tutta la nostra determinazione e partecipazione. Altrimenti non restano che le briciole o la via dellโesodo verso quelle poche realtร che risultano piรน attrattive almeno sul piano economico.
11/11/2024
COORDINAMENTO LAVORATORฦ DELLA STATISTICA PUBBLICA
